arte

Craft room di un’artista “content creator” ðŸŒ¹

Dove agisce, dove pensa e crea una giovane artista? Soprattutto, come é organizzato il suo spazio, in funzione del suo lavoro come content creator? Avete mai sentito parlare di craft-room?

La parola “craft” sta ad indicare tutto ciò che é artigianato, fatto a mano. La craftroom, per tutti noi “artigiani” é quella stanza che organizza e contiene tutto il nostro prezioso lavoro.

Non tutti hanno la possibilità di avere uno studio totalmente proprio, quindi qualcuno (come me ad esempio), pensa di ricavare la propria craft-room all’interno della propria camera da letto, o in alcuni angoli della casa che ospitano già altri ambienti.

Io ho pensato di unificare la mia camera da letto alla craft-room, facendola diventare un vero e proprio “rifugio creativo” dove organizzare la mia mente e il mio lavoro.

Vi porto con me verso alcuni angoli significativi della mia craft-room!

Primo fra tutti è un angolo che cambia spesso, un angolo che varia a seconda dei miei bisogni. Questo é un vecchio baule, che é stato rivestito con carte particolari. Sopra vi ho appoggiato pochi elementi, come un vaso, e la macchina da scrivere. È il posto dove solitamente scatto le mie foto, dopo avervi appoggiato su un telo bianco o fogli di finto marmo, il posto più vicino alle migliori fonti di luce.

Sul mio letto, e di fianco, ho scelto di tenere i miei ricordi più belli, le fotografie e tutto ciò che si rivolge al futuro. Se ci pensate, il letto é il luogo dei progetti “a lungo termine”, il luogo dei sogni. Infatti ho realizzato la scritta “dream” in acquerello, e accanto ho posizionato la mia “Happiness Jar”.

Infine, il vero e proprio angolo della produzione. Qui ho organizzato i mestieri del lavoro: colori, pennelli, libri, computer, macchina fotografica…

Essere “content creator” è essere creatrice di contenuti. Per me creare contenuti é la cosa essenziale: non decido di aprire un blog se non voglio condividere un percorso, così come non apro un profilo Instagram o una pagina facebook se non voglio condividere contenuti.

Che poi siano seguiti o meno quello è un discorso secondario, l’importante è capire che prima di un blog, prima di una pubblicazione online, c’è prima un obiettivo finale indipendete a tutto ciò.

Mi siedo a computer, scrivo articoli, ricette, modifico immagini e fotografie, dipingo, progetto eventi e iniziative. Non so se andrà tutto in porto, ma il bello di essere liberi professionisti è questo: il futuro è un mistero.

Fra gli angoli della mia craftroom una zona molto sostanziosa è quella dei libri dell’università (e non solo), libri che più leggo e più mi nutrono. A loro devo la maggior parte delle cose che ho imparato.

Vi ho portato con me all’interno della mia craft-room, poi chissà, magari posso raccontarvi qual è la mia routine giornaliera…

Intanto vi abbraccio ❤

Giò.

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cucina

Torre di melanzane e patate ðŸ˜

Buongiorno!

Considerando che in cucina sento profumo, vuol dire che è pra di condividere con voi una delle nostre ultime ricette!

Devo premettere, è talmente breve che ho scattato solo la foto finale, ma vi prometto che capirete subito i passaggi!

Torre di melanzane e patate, accomoagnata da pomodorini gratinati in padella.

Ingredienti per 4 persone

  • Una o due melanzane
  • 4 patate
  • basilico
  • pomodorini
  • pan grattato
  • olio evo
  • aglio
  • pepe

Procedimento

  1. Tagliate a fette sia le melanzane che le patate.
  2. Mettete a cuocere prima le patate, a fiamma alta, in una padella con il fondo di olio evo.
  3. Aggiungete le melanzane a fette e lasciate friggere assieme.
  4. Aggiungete sale pepe e basilico.
  5. In una padellina a parte fate saltare i pomodorini tagliati a metà con aglio e un pugno di oan grattato e spegnete dopo un minuto.
  6. Divertitevi a comporre la torre!

N.B. Noi, al posto delle melanzane fresche, abbiamo usato quelle secche che ci ha dato il nonno dal suo orto. Vanno messe prima a sbollentare in acqua bollente, e poi sono pronte per il vostro procedimento!

Allora? Troppo semplice? 😂

arte

La riconoscenza verso la creatività – Creare non é un’illusione ma è uno stile di vita

Troppe volte nella vita di tutti giorni centinaia di “creativi” vengono sottovalutati, screditati, o semplicemente non presi sul serio.

Voglio dire, chi è che prenderebbe mai sul serio una persona che prima di pubblicare una foto su un social impiega ore per lo scatto perfetto, e per l’editing dettagliato.

“No vabbè ma tu sei fissata!”

Chi è fotografo, o chi ha semplicemente la passione, può confermare quanto sto dicendo. Non si tratta però – come molti pensano – di mostrare un lato finto di noi stessi, un lato tutto roseo per mascherare periodi di mancanze e nullafacenze. No, non credo proprio.

C’è quella cosa, nella ricerca della perfezione artistica, che vuol dire proprio tutt’altro. È un’esplosione, altro che mancanza!

Personalmente parlando, posso dire che i luoghi dove più do sfogo alla mia creatività sono:

– La fotografia su Instagram, condivisa con altre persone come CONTENUTO e non come passatempo. Non è un diario, non scatto foto senza prima pensare all’incredibile effetto domino che un contenuto pubblicato sul web può scatenare. (E fidatevi, non ce ne accorgiamo, ma ogni azione compiuta in questo nuovo mondo tecnologico è capace di sconvolgere ore, giorni, anni e perfino vite intere nel peggiore o migliore dei casi). Dietro ad uno scatto ci sono calcoli di ore perfette, quando il sole illumina nel modo giusto, tavoli spostati, set improvvisati, ricerche delle migliori tavolozze, e sopratutto la ricerca di uno stile proprio, un feed, una gamma di colori ed una “maniera” che definisca la persona.

– La pittura. Qui è dove tutto entra in gioco, dove ogni emozione improvvisamente diventa moto ispirante dei colori e delle tecniche. Ed è proprio qui che nulla avviene per caso, dove tutto è calcolato. La carta, i colori, perfino l’inclinazione del piano su cui dipingo. Però a me non piace avere il pieno controllo e allora dipingo con l’acqua. Lascio che il colore si diluisca in forme e sfumature. Nella pittura non nascondi nulla, non puoi. Se sei triste non usi colori allegri, se sei felice non usi il nero.

– La scrittura, infine, è il posto dove racchiudo tutto. È un po’ il punto dove tutto converge, dove la creatività posso raccontarla, dove la pittura posso spiegarla, dove ciò che c’è dietro posso svelarlo, per non lasciare che la disinformazione dilaghi più di quanto non lo stia attualmente facendo.

Sono riconoscente alla mia creatività, perchè mi mette in discussione, mi fa sentire libera, spesso mi fa abbassare la cresta e mi fa sudare. Da lei ho imparato ad essere umile, a guardare e imparare da chi é più grande di me, ad accettare consigli. Grazie a lei ho preso il coraggio che non pensavo di avere e l’ho portato a persone che non avrei mai pensato di raggiungere.

Perciò, anime creative, siate riconoscenti alla vostra creatività, proteggetela, perchè vi aiuterà.

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Via Porto Cucina&Shop – Un’esperienza all’insegna del mare ðŸ’™

Mettete una domenica di Aprile, Pasqua per la precisione, mettete una famiglia che si riunisce per il compleanno del nonno, e che è alla ricerca di un ristorante dove passare in compagnia una bella giornata.

Ci rechiamo a Salerno nostra citta di provenienza. Il profumo del mare invade le auto con il finestrino abbassato, il sale portato dal vento comincia a fondersi con l’aria e la pelle. Quell’odore tipico dell’estate che sta arrivando. (Grazie a Dio il sole è arrivato proprio in quel giorno). È proprio qui, fra questi odori e colori cristallini che si incastra il ristorante da noi scelto.

Via Porto Cucina&Shop

A due passi dalla stazione marittima ecco il nostro ristorante, un posto dai colori rustici e marini. Appena sono entrata mi ha colpito subito la gentilezza di chi ci ha accolti, e la tenue luce che emanava l’ambiente. Come se tutto fosse pace. Le bottiglie di vino riflettevano i deboli raggi del sole e davano a tutto un’aria molto sofisticata.

Ci accomodiamo al tavolo da noi prenotato, e dopo poco viene portato in tavola il pane, servito in una cassettina di legno molto graziosa. Il pane all’interno proponeva quattro varianti: Il pane alle olive, Grissini al pomodoro (direi gusto pizza), panini classici, e qualche fetta di Casatiello (tipico pane farcito pasquale, Campano). Pane fresco e ottimo! Parola di fornaio (il mio ragazzo) 😂

Dopo aver scelto il vino, servito con maestria nei nostri calici e posizionato al centro del tavolo all’interno di un cestello con il ghiaccio, arriva l’antipasto.

Degno del nostro mare, eccolo qui in tutta la sua eleganza. Si fondono i sapori della stagione e quelli marini.

Il classico polipo con le patate, segue un calamaro farcito e un carciofo. con ripieno di mare.

Che poesia. Personalmente ho trovato fra i tre, un picco di sapori nel calamaro ripieno. La parte verde all’interno, con le sue verdure e chissà quali segreti era davvero eccezionale.

Ma voglio proseguire con il primo piatto..

Gnocchi allo scoglio. Il profumo era davvero invitante.. Per miei gusti non sono riuscita a mangiare le cozze, ma ci ho provato lo stesso perchè lasciarle li, e pensare che le avessero apposta pescate mi dava un po’ da fare. Ne ho assaggiata lo stesso qualcuna ma non sono riuscita a finirle.. il resto però l’ho assaporato con gusto!

Veniamo al secondo:

Una grigliata di mare.

Ho notato con piacere che più o meno il pesce era lo stesso per il corso dei tre piatti. Dico con piacere perchè mi ha dato la conferma della filosofia del loro ristorante: “Quello che il mare ha da offrire, questo noi lo accettiamo!” Punto a favore!

Qui avevamo: Gamberi, Calamaro, e Tonno.

Ha vinto su tutti il calamaro, davvero ottimo e con il giusto sapore grigliato.

Il tonno lo avrei preferito più crudo, ma ho poi saputo che è stata una scelta del nonno farlo fare cotto. Sarei stata molto curiosa di assaggiarlo nella sua originale cottura, dato che oggi spopola il consumo di sushi giapponese, mi sarebbe piaciuto assaggiare un po’ di pesce all’italiana nella sua freschezza. Chissà, una scusa per tornarci?

Si vede che sono rimasta piacevolemente colpita da questo posto? L’attenzione e la cura da parte dei camerieri è davvero impeccabile, ad ogni nostra richiesta erano pronti. Nell’insieme pesce ottimo, pancia piena il giusto, senza disgusto, e con il posto per una fetta di torta e un caffè sulla lungomare di Salerno.

Per me cinque stelle! Bravi!

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Rotolini di platessa croccante ai Porri (crema e tempura)! SENZA GLUTINE

Oggi voglio proporvi una ricetta sfiziosa con un tipo di pesciolino che non a tutti fa impazzire: La Platessa!

Ha un sapore molto delicato, forse troppo, e con questa ricetta particolare abbiamo dato una nota di creatività!

Ingredienti per due persone

  • Quattro filetti di platessa
  • Anacardi tritati (circa 12)
  • 1 porro
  • Farina di riso
  • 2/3 albumi d’uovo
  • Sale e pepe
  • Olio evo
  • Cubetti di ghiaccio

Procedimento

Per prima cosa tritare gli anacardi e separare i rossi d’uovo dall’albume, lasciando l’albume in un piatto piano.

Adagiare il filetto di platessa (precedentemente salato e pepato) Prima nella farina di riso poi sull’albume solo da un lato, e infine passarlo sulla granella di anacardi. Dopodiché arrotorarlo su se stesso e adagiarlo su una teglia foderata di carta forno.

A parte tagliare il porro a rondelle, e dividere la parte bianca da quella verde. Le rondelle ricavate dalla parte bianca serviranno per la tempura, mentre quelle piú verdi andremo a cuocerle in padella con un filo d’olio e un goccio d’acqua per poi frullarle e ricavarne la crema.

Per la tempura, sbattere un bianco d’uovo e aggiungere qualche cucchiaio di farina di riso fino a creare una pastella, immergetevi due cubetti di ghiaccio per raffreddare drasticamente la pastella.

Immergete le rondelle di porri nella pastella ghiacciata e successivamente nell’olio bollente per friggerle.

Infornate i rotolini di platessa con un filo d’olio per circa 10 minuti a 180° (Anche di piú, ma state attenti a non farli rosolare troppo)

Poi impiattate con una base di crema di porri, il rotolino e un po’ di porri in tempura.

P.s.: Divertitevi a fare altre verdure in tempura! Daranno un tocco di sapori in piú!

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Tagliatelle rosa con tonno limone e piselli ðŸ‹â˜˜

Buongiorno! Torniamo con l’ultima ricetta con il Cavolo Viola! (O rosso)

Questa é la volta di fare esperimenti! Vi presento le tagliatelle rosa con tonno, limone e piselli!

Ingredienti per 4 persone:

  • Un quarto di cavolo viola
  • 400 gr di farina
  • sale q.b. (circa un cucchiaino, ma anche meno)
  • Tonno
  • una ciotolina di piselli
  • mezzo limone spremuto (regolatevi col vostro gusto)
  • olio evo
  • prezzemolo
  • aglio

Procedimento!

Frullate il cavolo viola, e aggiungetegli la farina e il sale un po’ alla volta fino ad ottenere un impasto (aggiungere un goccio d’acqua se notate che non si riesce ad impastare).

Una volta ottenuto l’impasto ricavate le sfoglie per fare le tagliatelle. Noi abbiamo utilizzato la macchina per la pasta ad uno spessore di 2/3 millimetri. Partite da uno spessore più alto fino ad assottigliare a seconda del vostro gusto (a noi piace non troppo sottile), successivamente, sempre con la macchina, abbiamo tagliato la sfoglia.

A parte in una padella abbiamo preparato il condimento, un filo d’olio, uno spicchio d’aglio a soffriggere, poi i piselli e il tonno. Alla fine abbiamo aggiunto il limone spremuto.

A cosa serve il limone?

Il limone, anzi la sua acidità, fa sì che il colore viola/blu del cavolo si trasformi in un delicato rosa! Infatti una volta girate le tagliatelle nel condimento, lentamente hanno acquistato quel bellissimo color rosa pastello!

Mantecando le tagliatelle, sentirete l’odore del limone del condimento, cercate di regolarvi col succo in base al vostro naso, in modo da non farle risultare troppo aspre.

Decorate il piatto con un po’ di prezzemolo e a tavola!!!

Le tagliatelle più fashion le avrete voi!

Buon appetito! 💖

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Lasagnette viola con patate e cipolle ðŸ’–

Buongiorno! Siamo pronte con una nuova ricettina con i colori un po’ primaverili, ma con i sapori ancora legati alla stagione fredda.

LASAGNETTE VIOLA CON PATATE E CIPOLLA 💙

Ingredienti per 4 persone:

  • Un quarto di cavolo viola
  • Circa 300 gr di farina
  • 300 gr di patate
  • 1 scamorzina
  • 2 cipolle
  • 4 cucchiaini di semi di zucca
  • 1 cucchiaino di sale

Per la decorazione

  • 1 foglia di cavolo viola cruda
  • mezzo bicchiere di panna da cuicina
  • due cucchiai di cavolo viola frullato
  • semi di zucca

Procedimento

  • Lessare il cavolo e frullarlo. (tenerne da parte due cucchiai per la decorazione)
  • Aggiungere al cavolo frullato la farina, il sale, fino a creare un impasto.
  • Stendere la sfoglia spessa, circa 2 mm, e ricavare dei piccoli rettangoli di circa 10 cm di lunghezza.

Condimento

  • Lessare e schiacciare le patate
  • tagliare la scamorza a listarelle
  • tritare i semi di zucca
  • saltare in padella con olio le cipolle tagliate finemente.

Cottura delle sfoglie

  • In un pentolino di acqua bollente immergere una sfoglia alla volta per circa 2/3 min.
  • Passare subito in acqua gelida
  • Adagiare su un piano per asciugare.

Assemblamento

  • Adagiare sulla sfoglia ino strato di patate schiacciate, cipolle, scamorza e semi di zucca tritati.
  • Continuare per 4 strati

Mettere in forno per 190 gradi circa per 15 min. Giusto il tempo che si rosolino le patate e si sciolga il formaggio.

Decorazione

  • Mischiare mezzo bicchiere di panna con due cucchiai di cavolo frullato, creare delle pennellate sul piatto e adagiare sopra del cavolo crudo e i semini di zucca.

Il sapore è davvero squisito, deciso ma non disturbante. Sicuramente corposo e ottimo per una cena particolare, adatto anche ad amici vegetariani 😍