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Scrivo un libro? 

Oggi é un grande giorno. 

Tutti sono grandi giorni, ma oggi di piú. 

Come qualcuno di voi che mi segue giá sa, avevo in programma il tentativo di scrivere un libro. Oggi questo desiderio é diventato quasi piú realizzabile. 

Mi sono iscritta a Wattpad, sito forse poco serio, ma con la speranza di una meritocrazia vera, con la voglia di farmi conoscere per come sono, attraverso le righe che scrivo. 

Cosí é arrivato il mio primo capitolo di “Ti regalo l’infinito” 

Quante volte programmiamo la nostra vita in ogni dettaglio, e quante volte basta pochissimo per stravolgerla. Ce lo dimostra la dolce Breeanne, con le sue avventure, con i suoi sogni e i suoi progetti. Chi si nasconde dietro la Bree dai capelli rossi, chi c’é dietro a quei pennelli e a quelle pagine piene di sogni? E soprattutto, sceglierá un fascio di rose rosse o una rosa bianca? Un gioiello o un violino? 

Questa é in breve la trama della mia storia. Il primo capitolo potete leggerlo qui 

 https://www.wattpad.com/377952035-ti-regalo-l%27infinito-capitolo-primo-incontro?utm_source=web&utm_medium=facebook&utm_content=share_reading
Per chi non mi conoscesse: Giovanna, 21 anni, studio Arte musica e Spettacolo a Bologna. Adoro scrivere, disegnare e fotografare. Sogno ad occhi aperti e vivo a cuore aperto. 

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Non aspettare la notte 

Valentina D’Urbano – Non aspettare la notte 

Ecco qui il nuovo arrivato. Profuma d’inchiostro. 

Valentina é nata nel 1985 a Roma, dove vive e lavora come illustratrice per l’infanzia. Il suo libro d’esordio é stato “Il rumore dei tuoi passi ” (2012)  poi sono apparsi Acquanera , Quella vita che ci manca e Alfredo. 
Giugno 1994, Roma sta per affrontare un’altra estate di turisti e afa quando ad Angelica viene offerta una via di fuga: la grande villa in campagna di suo nonno, a Borgo Gallico. Li potrá riposarsi dagli studi di giurisprudenza. E potrá continuare a nascondersi. Perché a soli vent’anni Angelica é segnata la vita non soltanto nell’animo ma anche su tutto il corpo. Dopo l’incidente in auto in cui sua madre é morta, Angelica, pur essendo bellissima, é coperta di cicatrici. Per questo indossa sempre abiti lunghi e un cappello a tesa larga. Ma nessuno puó nascondersi per sempre. 

A scoprirla sará Tommaso, un ragazzo di Borgo Gallico che la incrocia per caso e che non riesce più a dimenticarla. Anche se non la puó vedere bene, perché per Tommaso sono sempre di piu i giorni neri che i momenti di luce. Ma non importa perché Tommaso ha una Polaroid, con cui puó immortalare anche le cose che al momento non vede, cosí da poterle riguardare quando recupera la vista.

In quelle foto Angelica é bellissima, a cicatrici. E Tommaso se ne innamora. 

Ma proprio quando sembra che sia possibile non aspettare la notte, la notte li travolge… 
 Ho letto le prime pagine, e giá promette bene. La scrittura é sciolta e drammatica. Quasi piangevo giá alle prime righe, come se volesse creare un forte impatto per prepararti all’insieme della storia. Ottimo. 

Vedremo come andrá avanti. 

Comunque questo titolo mi é d’ispirazione. Non aspettiamo la notte. 

Buona settimana ❤📚

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Lettera al mio amore 

Dedicato a chi ha sete d’amore

Un giorno una persona mi disse: “Tu hai talmente sete, che bevi acqua sporca e dici che é buona.”
Niente come quella frase mi ha scosso tanto il cuore. Colpita. 
Oggi riflettevo su quanto sia necessario, su quanto sia inevitabile avere sete d’amore. D’amore, non del suo surrogato. 
Le frasette dolci e smielate, il sesso solo per piacere, i complimenti solo per ottenere, il bisogno di ricevere qualcosa in cambio. Questo non é amore. Questa é falsitá. Questo é voler ridurre tutto a una sensazione. Io non le voglio le frasi smielate se servono solo per accontentarmi. 

Io non voglio darti me stessa se non sai apprezzarmi oltre il mio corpo. Io non voglio essere tua solo perché hai bisogno di divertirti un po’.
Io ho bisogno di essere accettata, di essere amata e completata, io ho bisogno di condividere la mia vita, perchè se vivo solo per me stessa non sto bene. Io voglio donarti me stessa e il mio cuore, io voglio che sia al riparo fra le tue costole.

 
Io ho bisogno di essere me stessa, e non di cambiare solo per compiacerti.
Io non voglio indossare una maschera.
Se non ti piaccio cosí come sono allora non fa niente, me ne faró una ragione.
Se cambieró qualcosa sará solo perché ho capito che lo devo fare per me stessa, o per noi.

Io voglio un amore che bruci, ma non che scotti. Non voglio il fuoco acceso, le scintille e le fiamme, -quelle a breve diventeranno flebili – voglio le braci che continuano ad essere calde.

Io sono disposta a correre il rischio.
A fare un salto nel buio.
Ma solo se ci sarai tu a tenermi la mano. 

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La crisi si trasforma in pace 

Oh,you can’t hear me cry
See my dreams all die
From where you’re standing
On your own.
It’s so quiet here
And I feel so cold
This house no longer
Feels like home.     (Ben Cocks ~ So Cold)  
https://youtu.be/ga94wVeFBac

(…) Da quel momento in poi non riuscii piú ad avere fiducia in me stessa, ne controllo sulla mia voglia di amare ed essere amata. La rabbia, la delusione, il dolore e la frustrazione si erano fuse in una barriera che avevo messo al mio cuore, in modo che non fosse piú scalfito da alcun sentimento. Ma io stessa non credevo a questa falsa barriera, io stessa mi rendevo conto che non si poteva non desiderare piú amore a causa di un solo errore. Quella barriera era solo una scusa. Un modo per non sottovalutare piú me stessa e la mia voglia di amore gratuito. Ora lui stava in cucina. Mi avvicinai lentamente e con le braccia conserte, cosí d’istinto, forse per proteggere quello che restava di me dopo la sua ferita. Lui mi vide e mi sorrise. Io a quel sorriso, ancora una volta, non seppi resistere e contraccambiai. Era un demone, ne ero certa. Come poteva dopo tutto quel dolore, cancellare ogni mia sofferenza con un sorriso? 《Perché sei qui?》Ruppi il silenzio, la mia voce fu come un vetro in mille pezzi. 

(Senza Titolo ~ Giovanna Mancusi) 

Ci sono quelle mattine un po’ tristi, quelle mattine dove ogni cosa ti sembra una montagna impossibile da scalare. Lo studio sembra non volere andare avanti, sei sola nella stanza con la mente che continuamente si distrae. 

Ascolto una canzone e lascio che la mia mente continui a viaggiare.

Cosí prendo carta e penna e comincio a scrivere, a dare voce a una ragazza che soffre, o almeno che soffriva. Le ho dato voce e le ho fatto scaricare tutti i suoi pensieri. Poi le ho dato carne e volto con un carboncino, e l’ho inserita in una storia. 

Adesso sono in pace. 

❤


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Ma tu lo sai? 

Ma tu  sai che la mia vita sta prendendo una forma diversa da quando ci sei tu? 

Lo sai che la maggior parte delle cose che faccio, le faccio in funzione di te? 

É come se sperassi in un tuo cenno, un tuo “Hey, mi sono accorto di te.” 

Ma tu lo sai che grazie a te sto tornando ad avere speranze? 

Soprattutto, tu lo sai che sei una dolce arma? 

Lo sai che potresti farmi molto bene o molto male? Potresti ferirmi, lo so. La tua lama é pericolosa. Ma io corro il rischio. 

Tanto le cicatrici le colleziono, stanno dietro alla schiena e formano l’attaccatura delle mie ali. 

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Sogno a cuore aperto

Passeggiavo al freddo, la musica che dagli auricolari entrava nel cuore. Era un subbuglio: tutte quelle emozioni in un solo turbinio, in un solo vortice, capace di farmi anche perdere l’equilibrio. Passo deciso, occhi bassi, labbra serrate. A volte alzavo lo sguardo e fissavo qualcosa, un po’ per trovare pace un po’ per calmare quelle emozioni, un po’ per trovare qualcosa di bello, qualsiasi cosa purché mi desse sollievo. 

Occhi chiusi. Sognavo. Volavo. Piangevo. Sorridevo. 

Era come se tutto, armoniosamente, avesse preso l’esatto posto dentro di me. 

Ogni cosa era al posto giusto, mentre avevo gli occhi chiusi. Mi trovavo davanti a qualcosa di incredibilmente calmo e quieto. Non capivo cosa fosse, se un muro d’ovatta, se un sorriso, se un bacio, se una parola. Forse tutte queste messe assieme. Ero fuoco e ghiaccio contemporaneamente. Stavo bene. 

Poi schiusi lentamente le palpebre. 

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Storie forti, la mia passione

Continuiamo a parlare di libri. Mi fa piacere parlarvi di un libro che ha segnato il mio percorso adolescenziale in ambito di lettura: 

ACCIAIO di Silvia Avallone 

“Nei casermoni di via Stalingrado a Piombino avere quattordici anni é difficile. E se tuo padre é un buono a nulla o si spezza la schiena nelle acciaierie che danno pane e disperazione a mezza cittá, il massimo che puoi desiderare é una serata al pattinodromo, o avere un fratello che comandi il branco, o trovare il tuo nome scritto su una panchina.” 

Lo sappiamo, l’adolescenza é quel periodo dove tutto diventa ribelle, anche i libri che leggi e le storie che ti piacciono. 

Ho passato un periodo nel quale leggevo solo storie d’amore, ma piú crescevo, piú avevo bisogno di trovare storie d’amore difficili, spesso senza lieto fine, storie di lotte per i diritti della gioventú.

Ho trovato in questo libro tutta la ribellione e il proibizionismo della mia adolescenza, e allo stesso tempo, grazie alla scrittrice, ho scoperto un’Italia in cerca di identitá e di voce, attraverso uno squarcio su una periferia operaia in un tempo in cui la classe operaia non esiste piú. 

Complimenti Silvia. Il romanzo piú distruttore di schemi.